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Interrogazioni parlamentari, 07.01.2010 CLICK
Interrogazioni parlamentari, 27.11.2009 CLICK
Scandalo Telecom Italia CLICK (filmato di Beppe Grillo all'assemblea di Telecom Italia)
Scandalo Telecom Report RAI 3 CLICK (RAI 3 Report del 25.03.2007)
Scandalo Derivati Report RAI 3 CLICK (RAI 3 Report del 15.10.2007)
Scandalo Derivati in Bari CLICK il video che compromette Unicredit
Profumo e il calcio 1 CLICK, Profumo e il Calcio 2 CLICK
Intervento di Michel Marbot all'Assemblea degli Soci di UniCredit, Roma, il 29.IV.2009.
“La più bella rosa è la sclerosi” dicono i Polacchi. Pensavo di essere al convegno degli azionisti di una banca moderna ed europea. Mi aspettavo di vedere il nostro vertice scusarsi, come fanno i Giapponesi, per le perdite abissali degli azionisti (il prezzo dell’azione è in calo del 90%), o almeno discutere con noi strategia, dividendi e remunerazione dei dirigenti.
Invece mi son trovato al congresso del Partito Communista dell’Unione Sovietica; non all’epoca del grande Stalin, ma a quella del deliquescente Brezhnev.
Dottor Profumo, Lei ribadisce che la crisi è stata provocata dal fallimento di Lehman Brothers. Invece Lei sapeva già perfettamente, nell’agosto del 2007, che stavamo per spaccharci la testa contro il muro.
La crisi è la conseguenza logica dell’azione di banchieri senza scrupoli che, disponendo senza controllo di rissorse illimitate, hanno prestato senza la necessaria attenzione al rischio, perché sapevano che, in caso di crisi sistemica, il costo l’avrebbero pagato gli azionisti, le banche centrali o, addirittura, i cittadini. Più prestavate e più incassavate interessi e ricavi, che vi permettevano di presentare risultati sempre migliori, grazie a cui avete giustificato i vostri astronomici bonus (Lei, Dottor Profumo, si è attribuito più di 8 milioni di euro all’anno, il che non è male per un uomo che si definisce di sinistra) ed avete inflazionato il valore delle banche in borsa. In questo modo avete rovinato i piccoli azionisti presi nella trappola delle vostre piramidi finanziarie. Avete creato la vostra falsa moneta, cioè azioni sopravvalutate delle vostre banche, con cui avete distorto le regole della concorrenza, distruggendo pure piccole e medie aziende a favore dei vostri amici. Cosi, avete esteso l’Impero del Male con una logica perversa: chi è furbo e pensa a breve termine vince; chi è onesto e pensa a lungo termine perde e muore.
Quello che Lei ha presentato oggi, Dottor Profumo, è già la Banca di Papà; c’è da chiedersi se Lei ha la voglia di ricostruire la nostra Banca su basi moderne. Ma siccome la critica è facile e l’arte difficile, mi sono onestamente chiesto che strategia avrei proposto oggi agli azionisti se fossi stato al posto Suo.
Adesso siamo chiamati a rinnovare il Consiglio di Amministrazione. Non c’è neppure l’ombra di una scelta. Che i grandi azionisti abbiano il diritto di nominare il loro rappresentante è normale. Invece, l’Amministratore Delegato ed il Presidente dovrebbero essere scelti direttamente dall’Assemblea dei Soci. Il sistema va dunque cambiato.
Oggi, il vostro messaggio è: “Prendiamo gli stessi, e ricominciamo, come se non fosse successo nulla”.
La mia domanda è: può il “Banchiere dell’anno 2007” rimettersi in causa e rifondare la nostra Banca, lui che è un puro prodotto della tecnocrazia finanziaria?
Voglio essere chiaro. Non c’è nessun disprezzo da parte mia per la grande professionalità del dottor Profumo. Ma la invito, signor Profumo, a meditare questa citazione di Rabelais: “Scienza senza coscienza è rovina dell’anima”.
Oso dunque proporre un’alternativa, e mi presento. Ovviamente la mia candidatura è oggi impossibile, nel quadro dei nostri statuti, ma prendo appuntamento con voi, perché le situazioni corrono spesso più veloce di quello che pensiamo.
Sono francese, nato italiano, mia moglie è polacca. Sono il figlioccio di una dei più grandi geni italiani del dopoguerra, voglio nominare Luigi Veronelli, un uomo che fù sempre libero.
Sono cattolico, ho 7 figli, parlo 7 lingue, ho vissuto in 7 città : a Milano, Roma, Parigi,
Londra, Mannheim, Atene, Orenburg (al confine del Kazakhstan) e Varsavia. Conosco bene la realtà araba.
Ho un MBA dell’INSEAD di Fontainebleau, e mi sono diplomato a Parigi in Scienze Politiche, in Storia ed in Legge.
Della banca ho un’esperienza di terreno in Francia, Grecia, Italia e Polonia vivino a uomini come Michel Freyche e Michel Pébereau.
Innanzitutto sono un imprenditore. Ho realizato la prima privatizzazione della Polonia post-comunista. Sono un uomo indipendente che conosce gli uomini.
Oggi vi propongo di ricostruire insieme l’UniCredit-O I-TA-LIA-NO.